PRODUCI, CONSUMA, CREPA-DIO, STATO, FAMIGLIA

 

 

  (Continua)

Genova: Deriva in memoria di Renzo Novatore

 "Sotto il nome di vagabondi dello spirito si potrebbero riunire tutti coloro che il buon borghese considera per sospetti, ostili e "pericolosi". Qualunque vagabondaggio, d'altronde, spiace alla borghesia; ed esistono pure i vagabondi dello spirito i quali, sentendosi soffocare sotto il tetto che accoglieva i loro padri, vanno a cercare più lontano maggior spazio e più luce. Invece di rimanere rincantucciati nell'antro familiare a smuovere le ceneri di un'opinione moderata, invece di accettare per verità indiscutibili ciò che ha recato sollievo e conforto a tante generazioni, essi sorpassano la barriera che chiude il campo paterno e, per il cammino della critica, vanno ove li conduce la loro indomitabile curiosità del dubbio. Questi vagabondi stravaganti appartengono essi pure alla classe degli irrequieti volubili, instabili, formata dal proletariato; e, quando lasciano supporre la loro mancanza di somicilio morale, vengono chiamati "turbolenti", "Teste calde", "esaltati"..." R. Novatore

Sabato 29 novembre 2008
h. 10 partenza da via della Maddalena 81r, Genova, davanti al Grimaldello
DERIVA  a spasso per la città
in memoria di RENZO NOVATORE
poeta, sovversivo e bandito, che in tempi così simili all'oggi, diede un esempio di amore per la vita e la libertà, scagliandosi con tutto se stesso contro la miseria dell'ordine dominante. Morì ucciso dai carabinieri il 29 novembre 1922 durante un agguato in una trattoria di Teglia.
info: apaches@canaglie.net 

AGLI INSOFFERENTI...a proposito del 20 luglio 2001


“Non esiste, in effetti, una più spudorata menzogna di quella che consiste nel sostenere, anche e soprattutto in presenza dell’irreparabile, che la rivolta non serve a niente. La rivolta porta la sua giustificazione in se stessa, indipendentemente dalle possibilità che ha di modificare o no lo stato di cose che la determina. E’ la scintilla nel vento, ma la scintilla che cerca la polveriera”
André Breton


Molte persone, totalmente assuefatte alla vita deprivata e miserevole a loro imposta fin dalla nascita dagli obblighi e dai doveri di questa società, lo hanno dipinto come un giorno di tragedia, in cui una città è stata saccheggiata e devastata; altri hanno detto che non era vero, che era stata la polizia a fare una mattanza, picchiando i bravi e lasciando fare ai cattivi. Altri ancora hanno cercato di tenere viva la memoria, appellandosi alla giustizia e legandola solo agli esiti legali dei processi contro polizia e manifestanti. Ma altri ancora, che non scrivono sui giornali e non vanno in tv, hanno vissuto un momento altrettanto importante della tragedia della morte di Carlo, un momento di libertà concreta che ha aperto lo scrigno segreto di quel patrimonio di sensazioni, stimoli e volontà di ribellione che normalmente il dominio totale dei nostri giorni riesce a segregare nel regno astratto e solitario del puro desiderio. (Continua)

AVVISO AGLI STUDENTI - ATTENTI AI POMPIERI, NON LASCIATE CHE SPENGANO IL VOSTRO INCENDIO

-AVVISO AGLI STUDENTI -

ATTENTI AI POMPIERI, NON LASCIATE CHE SPENGANO IL VOSTRO INCENDIO

L’ALTRA FACCIA DELLA MANIF DEL 30 OTTOBRE A GENOVA

 


“…la creatività liberata nella costruzione di tutti i momenti e avvenimenti della vita è la sola poesia che potremo conoscere, la poesia fatta da tutti, l’inizio della festa rivoluzionaria”.

 

La cronaca che il movimento ha fatto della grande manifestazione contro la Gelmini del 30 ottobre a Genova (cfr http://liguria.indymedia.org/node/2074) ha messo abilmente in luce gli aspetti “brillanti” di quella giornata, ma ha tralasciato una situazione meno esaltante, su cui è opportuno riflettere in chiave futura.

Quando il corteo, dopo aver abbandonato l’occupazione di Principe, era in via Gramsci e la massa gioiosa dei ragazzi aveva ormai invaso le intere carreggiate del traffico, ottenendo la solidarietà totale degli automobilisti bloccati, si è verificato qualcosa di imprevisto. Gli organizzatori (di che? di tutto il corteo? dello spezzone degli studenti delle superiori??) avevano deciso che i manifestanti defluissero nella zona pedonale di Caricamento perché il corteo doveva concludersi poco dopo a De Ferrari. Un consistente numero di ragazzi aveva invece voglia di andare avanti, continuare a portare avanti lo spirito di gioiosa riappropriazione delle strade. A questo punto però i sinistri organizzatori del corteo hanno fisicamente impedito tramite cordoni (e boicottato con i megafoni) che le persone scegliessero liberamente e spontaneamente dove andare, lasciando oltretutto soli una quarantina di ragazzi che hanno provato lo stesso a sfilare nel tunnel sotto Caricamento. Quanto successo può essere letto in due modi: (Continua)